Throw Down Bones – Throw Down Bones (Fuzz Club Records, December 01, 2015)

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Throw Down Bones – Throw Down Bones (Fuzz Club Records, December 01, 2015)

I Throw Down Bones sono l’ultima scoperta dell’etichetta Fuzz Club Records e l’ultima rivelazione in tema di sonorità drone e psichedeliche.

Ciononostante, parlare di un vero e proprio ‘debutto’, in questo caso potrebbe apparire come una forzatura. Frankie Frankie (chitarra, synth, drum-machine) e Dave Cocks (basso, percussioni) vantano infatti esperienze pregresse in campo musicale, dato che entrambi facevano parte dei Piatcions, band che ha costituito una specie di oggetto di culto qualche anno fa per tutti gli appassionati di sonorità shoegaze e psichedelia. Frankie vanta inoltre una grande conoscenza della materia musicale e elettronica e negli anni ha lavorato come vero e proprio artigiano del suono per band come KVB, Telescopes e Helicon per i quali costruisce su commissione effetti ‘custom’, oltre che essere da un anno anche membro della formazione degli Underground Youth.

Il disco, omonimo, è stato registrato sulle Alpi al confine tra l’Italia e la Svizzera verde, e mescola sapientemente quelle che sono sonorità più sperimentali con il recupero di tradizioni derivanti dal kraut-rock – impossibile non pensare ai Neu! (‘It’s All Around Us’) oppure ai seminali La Dusseldorf dei fratelli Dinger – e quelle sonorità tipicamente drone che oramai sono un marchio di fabbrica dell’etichetta (10.000 Russos, Radar Men From The Moon) e costituiscono forse l’onda sonora più cool del momento.

Se parliamo di ‘momenti’ e di questo momento in particolare, possiamo sicuramente asserire che anche se ci sono dei rimandi a sonorità che potrebbero essere considerate come già sentite, va riconosciuto invero che i Throw Down Bones sono sicuramente sul pezzo e che questo disco non è sicuramente adatto a chi avrebbe la pretesa di mettersi seduto e ascoltare comodamente in poltrona qualche recupero o tentativo di riportare in auge qualche cosa di vintage.

Prodotto da James Aparicio (Mogwai, Liars, Spiritualized), quello dei Thrown Down Bones è un sound difficile da catalogare. Ci troviamo davanti a quello che potrebbe essere definito come un mix tra sonorità kraut, industrial e ambient, ma dove su tutto riecheggia  la solita eco neppure troppo lontana della musica wave (‘Exposure’) e questo senza considerare che un certo groove (‘Our Home, The Holy Mountain’, ‘A Premise To Action’) che fa pensare agli episodi più sperimentali del genere e persino a un grande bassista come Jah Wobble. I Throw Down Bones hanno adottato la definizione di genere, ‘The Mountain Sound’, e io allora ho pensato a Jodorowsky e al figlio che ha oramai compiuto la maggiore età. I due sono tutti nudi in giardino e disseppelliscono il giocattolo che avevano sotterrato anni prima durante le riprese di ‘El Topo’ in quello che è una specie di rito di passaggio e una riconciliazione tra due generazioni. Un rito di consegna e più e prima che un lascito spirituale, una manifestazione panica nel tempo presente. Proprio come questo disco.

@sotomayor

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