Rivelazione – We Love You Stooges – Capitolo 9

140106_ronashetonWe Love You Stooges – Capitolo 9

Nel corso di un’intervista di qualche anno fa, concessa e dal canale educativo PBS, Jim raccontava quanto i compagni di scuola fossero stati inconsapevolmente cattivi con lui e si vantava di come Iggy lo avesse arricchito. Probabilmente un commento a titolo di rivalsa nei confronti dei figli di quelle famiglie agiate che lui ha sempre sentito lo guardassero con sufficienza.

E’ sincero quando conferma che la riunione con i Dum Dum Boys supersiti é stata realizzata con finalità commerciali e non dal desiderio provare a riprendere da dove tutto aveva avuto inizio, sperando in nuovi stimoli e vecchie magie.

130717_ronashetonIn in quel periodo la parabola di Iggy era in fase calante, il pubblico diminuiva sempre più e il grande performer aveva cessato lo stage diving dall’ultima volta in cui tutti si erano spostati, tipo Mar Rosso, e lui si era lussato una spalla, fracassato la mascella e fratturato alcuni denti. Stava lentamente e non senza ostacoli, rinnovando il contratto con la casa discografica e quando aveva comunicato che avrebbe voluto coinvolgere i fratelli Asheton in quello che sarebbe diventato Skull Ring del 2003, album zeppo di ospiti illustri, la Virgin di certo non ha fatto salti di gioia.

Intanto Ron e Scotty erano in giro con J Mascis e Mike Watt con una tournée che stava avendo un buon successo.

images2A onor del vero i fratellini avevano sempre sostenuto una riunificazione degli Stooges, ma Iggy aveva sempre rifiutato schernendo Ron perché era tornato a vivere con la mamma a collezionare armi automatiche, gli immancabili cimeli del Terzo Reich e a rincorrere alieni nella notte. Nella sua piccola porzione di appartamento a rimuginare come lui, Jim, Scotty e Dave abbiano contribuito a creare il personaggio Iggy Pop, colui che ha sublimato, quasi sintetizzato, i loro esseri, la loro personalità, i loro sentimenti e visione della vita.

A parere di chi scrive le riunioni, sono sempre deleterie, ma in questo caso, considerato l’enorme apporto allo sviluppo della musica e la cattiva stella che li ha sempre accompagnati nel corso della loro carriera, sembra giusto che Ron e Scotty siano passati a riscuotere, almeno in piccola parte, l’incommensurabile credito maturato in poco più di cinque anni, durante i quali hanno marchiato a fuoco un epoca.

Gli Stooges ripartirono on the road e dovettero rifare tutta la trafila, aprendo concerti di artisti più conosciuti come, per esempio, i Pretenders e ogni sera Chrissie Hynde saliva sul palco e baciava, imbarazzata, il palco dove si era esibito Iggy Pop.

imagesAnimali da palcoscenico, avevano poi partecipato a una serie di festival all’aperto scalando rapidamente il cartellone, per trovarsi, in occasione del Coachella del 2003, tra gli ultimi in cartellone, esattamente tra White Stripes e Red Hot Chilli Peppers. Le cronache, probabilmente esagerate, raccontano che gli Stooges non avessero perso la loro carica esplosiva, parlando di band sexy, sporca e rumorosa, addirittura di miracolo nel deserto. L’ex Minutemen Mike Watt era stato della partita dopo che Iggy aveva posto il veto chiedendo di lavorare con un bassista col quale aveva maggiore familiarità. In realtà Watt, che in tutte le foto dei concerti ha sempre un’espressione tra il beato e l’incredulo, ha apportato una nuova dinamica di potenza al suono, sterilizzando completamente gli accenti funky ridondanti che aveva mutuato dall’amico Flea. L’anno seguente, gli Stooges, dopo aver girato quasi senza sosta, erano l’attrazione principale Coachella. Tuttavia la posizione di privilegio si rivelò una sfortuna poiché, come spesso accade, la maggior parte degli spettatori, per evitare gli ingorghi di traffico, decise di lasciare il concerto appena terminato il set dei White Stripes. Si tratta di un fenomeno frequente nei grandi festival che durano per due o tre giorni. Alla fine la saturazione é tale che ci si può ritrovare indifferenti anche a esibizioni particolarmente interessanti. La stragrande maggioranza del pubblico era accorsa per vedere all’opera i White Stripes, il gruppo del momento e in pochi conoscevano i vecchietti sul palco e quelli che li conoscevano erano indifferenti a Iggy Pop, un cantante in disarmo che da trent’anni ripeteva le stesse mosse, inveendo per finta contro il pubblico. Inoltre, a una certa età sarebbe stato meglio iniziare a coprirsi il busto.

157ca1a0-70e0-40d8-8985-422840f7570dQuando Ron, con l’autorità tipica dei rocker di Detroit, si è lanciato nei tre accordi senza tempo, di pura magia ottusa, accordi da attacco senza prigionieri, gli accordi di Loose, si assistette a qualcosa di mai visto, di epico. La gente che stava guadagnando le uscite si fermò ad ascoltare, quindi impazzì e fece una rapida inversione di rotta per riguadagnare i propri posti. Era possibile percepire il rumore della folla e il movimento d’aria che questa provocava.

Ron sul palco era trasfigurato, un titano e non lo si poteva nemmeno definire pifferaio magico, ma piuttosto un domatore di leoni, con i riff che uscivano dalla sua chitarra come frustrate atte a dominare il pubblico soggiogato al suo potere. Era Ron che sublimava l’esperienza catartica di quando aveva visto i Who al Cavern Club, era la rivalsa del suono devastante, la vendetta di quando, arrivato in studio con John Cale, si sentì dire che non poteva tenere gli amplificatori a dieci, perché non è così che funziona in sala di registrazione ed allora gli Stooges si sedettero a terra a fumare marijuana, in sciopero finché non gli avessero concesso di suonare a dieci anche se poi si accordarono per nove. Questa era la sua possibilità di suonare al massimo attraverso torri infinite di Marshall a scaldare l’aria fino a spettinare le cotonature delle ragazze e impaurire i 33.000 spettatori. Era il suo turno di dominare, intrepido, la situazione con il pubblico che avrebbe eseguito qualsiasi ordine impartito dalla sua chitarra.

indexPer I Dum Dum Boys fu un’esperienza fantastica, quasi mistica. La consapevolezza che la loro musica dopo trent’anni di gestazione era entrata in ogni angolo della musica rock e che avevano raggiunto il loro momento di gloria. Sembrava che tutti i torti e le umiliazioni subiti nel corso degli anni, i risentimenti fossero stati spazzati via in batter d’occhio.

Erano quattro maghi che dirigevano i temporali. Erano gli Stooges ed erano tornati.

Indipendentemente da qualsiasi giudizio ciascuno di noi possa esprimere di fronte all’evolversi del mito Stooges, occorre segnalare che, purtroppo, tutti i Dum Dum Boys ci hanno lasciato prematuramente in puro stile rock’n’roll. Zander aveva appena ventisette anni. La loro candela bruciava da entrambi i lati, alimentata dal rock e dalla rivoluzione. “Spero di morire prima di invecchiare”.

imagesiggyIggy Pop è in ottima salute e si é ritirato in Florida. Ha, in sostanza, interrotto l’attività musicale e sta girando un film. Ci ha confidato alzarsi verso le 11.00/12.00, fare una colazione vegana leggera, esercitarsi nel Tai Chi per circa un’ora, poi sottoporsi a due ore di massaggio “idratante” (testuale). Poi due ore di meditazione, a osservare le carpe giapponesi nella vasca del giardino. Il pomeriggio nuoto, lettura giornali, cena e la sera trascorsa con la sua ultima moglie Nina, a sorseggiare vino da non meno di 200 dollari la bottiglia ascoltando opere liriche.

Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni, ma in questo preciso istante, qualche gruppo sta eseguendo la propria interpretazione di I Wanna Be Your Dog.

Schoolboy Johnny Duhamel

#weloveyoustooges

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