Fox Millions Duo – Lost Time (Thrill Jockey Records, July 20, 2015)

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Fox Millions Duo – Lost Time (Thrill Jockey Records, July 20, 2015)

Un disco sperimentale e carico di energia elettrostatica, dove la perizia dei due musicisti e titolari del progetto non può non prescindere da atmosfere futuriste e oltre ogni barriera e confine finora segnato dalle avanguardie musicali e culturali dei nostri tempi.

Concepisco idealmente questo lavoro dei Fox Millions Duo (cioè Greg Fox dei Liturgy e Kid Millions) come la messa in atto e la rappresentazione di un percorso evolutivo: in particolare, quello della nascita. Praticamente una ‘genesi’. Un atto diviso in due parti e distinte tra loro o comunque in una sequenza che potremmo definire cronologicamente inevitabile. La prima sequenza (‘Telegy – Time Lapse’) è ambientata in una fucina alchemica, costituita praticamente da quella che poi sarebbe la placenta materna, e dove in un ambiente considerato erroneamente come isolato e silenzioso, nasce la vita e ciascun essere vivente compie quello che sarebbe il suo percorso evolutivo più significativo e complesso. Il sound dominante, ne consegue, non può che essere quello di un caos organizzato e che si spazia dal jazz più sperimentale (del resto Greg Fox si è formato alla scuola del grande, leggendario batterista free-jazz Milford Graves) e mixato a reminiscenze psichedeliche e pulsioni claustrofobiche

Nel secondo atto invece – ‘Post Encounter Effect’ – lo scenario muta in maniera radicale. L’uomo adesso cammina alto sulla superficie della terra e disegna sull’asfalto grandi linee procedendo a passi da gigante in una sequenza ritmica e costante e al tempo di una marcia inarrestabile.

Se siete esclusivamente degli ascoltatori di musica pop, lasciate perdere, ma riservo lo stesso suggerimento anche per quelli che sono appassionati di musica jazz oppure a quella pomposità tipicamente ‘post-rock’ che in questo caso specifico non c’entra praticamente nulla. Nato dalla combinazione e l’incontro tra due tra i batteristi e polistrumentisti più attivi nel panorama Usa e registrato in una session di sei ore a Brooklyn alla fine del 2014, ‘Lost Time’ è una specie di happening e come tale a ogni ascolto i suoi contenuti vi potrebbero apparire differenti e vari. Ogni volta saltano fuori nuovi particolari che vi potrebbero entusiasmare oppure alla fine farvi stancare di questo disco fino a considerarlo banale, inutile, scontato. C’est la vie.

@sotomayor

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