Flavor Crystals – The Shiver of The Flavor Crystals (Mpls Ltd, October 13, 2015)

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Flavor Crystals – The Shiver of The Flavor Crystals (Mpls Ltd, October 13, 2015)

I Flavor Crystals sono tra i campioni della nuova ondata psych proveniente dagli Stati Uniti d’America e di cui fanno parte tra gli altri anche Magic Castles, Myrrors, Mystic Braves.

Capitanata dal chitarrista e cantante Josh Richardson, autore peraltro di tutte le canzoni (se escludiamo ‘Diamond Mine’, un brano di David Kilgour dei Clean e che tradisce un certo gusto per il lo-fi e tutto il Dunedin Sound), la band giunge alla pubblicazione del quarto LP in studio dopo che il lavoro precedente, intitolato semplicemente ‘Three’, aveva ottenuto giustamente un buon riscontro e buoni consensi di pubblico e critica. A fare da garante del resto c’era il guru Anton Newcombe, che prendeva i Flavor Crystals sotto la sua ala protettiva: la band andava allora in tour con i Brian Jonestown Massacre, mentre il disco usciva per The Committee To Keep Music Evil, che poi sarebbe sempre una delle mille creazioni dell’attivo e sempre più ‘rilevante’ Newcombe.

Dopo tre anni i Flavor Crystals sono tornati e confermano con questa uscita quanto di buono proposto precedentemente, se possibile migliorandosi ulteriormente e in particolare per quello che riguarda un approccio più maturo alla cosiddetta ‘forma canzone’. Josh Richardson è infatti uno scrittore di canzoni accorto ed intelligente e dotato di una spiccata sensibilità, mentre la band ha acquisito oramai una propria identità sonora ben definita. Registrato a l’Old Blackberry Way di Minneapolis, Minnesota, ‘The Shiver of the Flavor Crystals’ è un disco che non potrà che piacere agli aficionados della band e in genere a tutti gli appassionati di musica psichedelica.

L’ascolto di questo disco ci cala in una dimensione particolare. Quasi surreale. Mi viene in mente una scena descritta nel film ‘La leggenda del pianista sull’oceano’ di Giuseppe Tornatore. Sembra infatti a chi ascolta di camminare scalzo e cercando di non fare rumore nei corridoi di un vecchio bordello per non fare fastidio agli altri che in quel preciso momento stanno scopando o magari si stanno semplicemente facendo abbracciare. Che poi per chi scrive è un po’ la stessa cosa. Il disco non raggiunge mai sul piano del rumore quelli che si potrebbe considerare in qualche modo degli eccessi, e invece che cercare di colpire e spiazzare e di sorprendere al primo impatto, si propone allora di entrare lentamente nelle orecchie di chi ascolta fino arrivare al cuore e all’anima e allora trasmettere un senso di infinito e di pace cosmica.

Non mancano altresì escursioni nel fantastico mondo del suono e della psichedelia, come ad esempio nel caso di ‘Wednesday Bloody Wednesday’ oppure ‘Bridge of Noise’ e ‘Bumble Birds’, praticamente dei mantra recitati sottovoce. ‘Mirror In My Mind’ è un vero e proprio trip dove spiccano un paio di collaborazioni eccellenti, cioè quella di Ricky Maymi, uno dei musicisti più eclettici in circolazione e che qui suona la batteria, e quella di Stephen Lawrie dei Telescopes al sintetizzatore. Più marcata in alcuni casi la componente shoegaze: ‘Billy Dee Williams’ Parking Spot’ ad esempio possiede i connotati del genere. Un concerto di chitarre che stridono come i freni di un’automobile sull’asfalto bagntato fanno da contraltare a un cantato soffuso e da atmosfera, quasi ‘numb’, mentre la batteria ripete ossessivamente sempre lo stesso tempo.

Tra le uscite più interessanti di questo ultimo periodo, ‘The Shiver of the Flavor Crystals’ è un disco discreto, ma come potrebbe esserlo un felino, un gatto domestico, e che ci fa riscoprire quelli che sono principi importanti per il raggiungimento di una dimensione più libera del genere umano: la fiducia e la confidenza nel relazionarsi con se stessi e di conseguenza con gli altri. Anche dove i toni si fanno più malinconici a prevalere è comunque una certa serenità di fondo. Questo disco va benissimo per chi ha bisogno di tirare i remi in barca e riposare un po’, per chi ha voglia di ritornare a credere in qualche cosa, per chi ha semplicemente adesso voglia di staccare la spina e sognare un po’ a occhi aperti. Meglio se in compagnia. La solitudine del resto non ha mai fatto bene a nessuno.

@sotomayor

 

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