Dum Dum Boys!

Zander on bass

Ronald Franklin ‘Ron’ Asheton Jr. era figlio di un pilota di caccia del Corpo dei Marines, che aveva partecipato alla II Guerra Mondiale e quando aveva sei anni, abitava a Washington D.C. Aveva questi due prozii, Dick-Dick e Ruthie, che abitavano in Virginia, per cui era piuttosto comodo ritrovarsi tutti a Chesapeale Bay. I prozii, erano artisti vaudeville e lo introdussero alla musica, all’età di cinque anni, facendolo assistere a esibizioni in cui Dick-Dick suonava il piano bevendo whiskey mentre Ruthie la fisarmonica. Naturalmente, per spirito di emulazione, il primo strumento che Ronnie volle imparare a suonare fu la fisarmonica. Non troppo rock’n’roll.
Quando per esigenze di lavoro di Ronald Sr. si spostò in Iowa con tutta la famiglia, Ron cominciò a prendere lezioni di chitarra. A quattordici anni ebbe bisogno di occhiali da vista e dovette rinunciare alla carriera militare che suo padre aveva progettato per lui. Comunque Ron non era interessato a quella vita, perché il demonio Beatles & Stones si era già impadronito di lui.
Cominciò a passare il tempo sotto il portico con Il fratello Scott Randolph “Scotty” “Rock Action” Asheton e David Michael “Dave” “Zander” “Dude Arnett” Alexander a fumare e sognare di mettere su una band. Scotty, passava anche molto tempo a elaborare Go-Kart da corsa con il padre.
Scott e Dave erano punks nati, fatti e finiti. Ron era sempre stato quello diverso. A scuola lo chiamavano “Il Beatle Grasso” da quando, nei giorni di festa, aveva cominciato a vestirsi da Beatles. I tre amici decisero anche di tornare al liceo e fecero una scommessa. Ron disse: “Dave, tu non durerai più di tre ore, tu Scotty mezza giornata ed io una giornata intera”. Zander si girò verso Ron, una pinta di Colt 45 in mano (e già se ne era scolate due, ed erano tipo le nove del mattino) e disse: “Hai perso, me ne vado adesso”. Scotty, che voleva essere espulso, piegò il braccio di un tizio dietro la schiena e cominciò a torturarlo con un paio di pinzette da manicure. L’altoparlante: “Scott Asheton in presidenza”. Espulso immediatamente. Bastardelli viziati e coccolati dalle loro mamme.

12241418_1510037155989971_5283188507927914917_nRon e Zander erano fanatici di Beatles & Stones e passavano giornate intere ad ascoltare dischi e parlare di musica. Avevano una specie di gruppo, The Dirty Shames. Mettevano su un disco e ci suonavano sopra immaginandosi di essere bravi, poi lo toglievano e capivano che facevano schifo. A forza di non suonare in pubblico si costruirono una reputazione fino a incontrare, al Discount Records, il promoter del primo concerto degli Stones all’Olympia Stadium di Detroit, che li invitò ad aprire il concerto e allora tirarono la balla intergalattica che quel giorno non potevano, perché attesi a un’audizione a Los Angeles.
Poi Dave se ne uscì che voleva andare in Inghilterra per incontrare John Lennon e Mick Jagger a Carnaby Street e comprare qualche paio di Beatle Boots e chiese a Ron di accompagnarlo. Ron vendette la sua Honda 305 per racimolare il denaro necessario, ma a Londra non ebbero fortuna. Decisero allora di recarsi al Cavern di Liverpool. Arrivarono che il concerto dei Who volgeva al termine. Si fecero strada a spinta fin sotto il palco, proprio quando Townshend, nel suo periodo più forsennatamente mod, stava spaccando la Rickenbacker dodici corde. I futuri Stooges non avevano mai assistito a una simile scena. Un gruppo di assatanati cercava di impossessarsi delle schegge della chitarra, mentre gli altri cercavano di salire sul palco e Pete li cacciava indietro mulinando i resti dello strumento sulle loro teste. Il pubblico non li acclamava, piuttosto era un suono animalesco di energia primitiva, un branco di belve feroci affamate che annusavano l’odore della preda. I due Stooges non si stavano divertendo, erano moderatamente spaventati, ma ipnotizzati dalla meraviglia dello spettacolo. In quel preciso istante capirono quello che volevano fare. Ron aveva in mano una scheggia della chitarra di Pete, bastava trovare il resto della band.

Schoolboy Johnny Duhamel

#weloveyoustooges

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